L'idiota
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Materiale linguistico moderno

Batuman, Elif

L'idiota

Titolo e contributi: L'idiota / Elif Batuman ; traduzione di Martina Testa

Pubblicazione: Torino : Einaudi, 2018

Descrizione fisica: 415 p. ; 22 cm

ISBN: 978-88-06-21757-0

Data:2018

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.), Inglese (lingua dell'opera originale)

Paese: Italia

Opera:

Nomi: (Autore) (Autore)

Classi: 813.6 Narrativa americana in lingua inglese. 2000- [22] (0)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2018
Contenuto (Area 0) (181)
  • Chiave di collegamento: z01
  • Forma del contenuto: testo
  • Tipo di contenuto: x
  • Tipo di movimento: x
  • Tipo di dimensione: non applicabile
  • Tipo di sensorialità: visivo
Mediazione (Area 0) (182)
  • Chiave di collegamento: z01
  • Tipo di mediazione ISBD: unmediated
Supporto (Area 0) (183)
  • Chiave di collegamento: z01
  • Tipo di supporto: Senza mediazione - Volume
  • Sistema di codifica: RDAcarrier

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Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
Empoli N 813.54 BAT 4-185087 Su scaffale Novità locale 10gg
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Selin è una studentessa diciottenne di origini turche. È il 1995, è appena arrivata ad Harvard e per lei, come per tutti i suoi colleghi di studio, il mondo digitale è un qualcosa di sconosciuto. Le mail, anzi le e-mail con la e marcata, sono un qualcosa di completamente nuovo tanto che riceverne una preimpostata al suo arrivo in facoltà la destabilizza. Una prima novità, questa, a cui si sommano codici e rigidi schemi universitari a cui è chiamata a conformarsi. Il suo modo di approntarsi alla vita che le scorre accanto è quello dettato dall’osservazione mediante una lente di ingrandimento, una lente di ingrandimento totalmente improntata su quella che è la letteratura tanto che per cercare di tradurre tutti questi nuovi elementi che riscontra, si iscrive a cinque corsi tra loro diversi tra cui linguistica, filosofia del linguaggio, russo, “mondi costruiti” (dove le mail, anzi e-mail, verranno per utilizzate nel concreto). Viene però esclusa dalla possibilità di suonare il suo violino nell’orchestra del college, circostanza, questa, che la demoralizza, la disincanta. Il suo sogno, ancora, è scrivere e diventare una scrittrice.
Essendo una principiante con la lingua russa le viene consigliato di leggere un libro al presente e senza particolari coniugazioni verbali (in particolare il congiuntivo viene evitato come la peste) che narra di una donna chiamata Nina che parte per la Siberia alla ricerca di Ivan. I giorni scorrono e le coincidenze fanno sì che la stessa incontri il suo, di Ivan il quale è uno studente ungherese di matematica con cui la diciottenne costruisce il suo mondo di missive elettroniche e di inganni che la porteranno, infine, a partire per l’Ungheria ad insegnare inglese e ad illudersi di un amore falsamente dipinto.
Lo scritto ruota interamente attorno a quel tarlo dell’individuare la propria strada nella vita che attanaglia un po’ tutti nel percorso di crescita. A questo si sommano speranze, illusioni e una forza delle parole che non riesce nei suoi intenti fallendo inevitabilmente. Eppure, nonostante questo personaggio ben costruito e interessante, nonostante questa morale forte e solida e a questo linguaggio preciso, meticoloso, erudito, dettagliato, l’elaborato risulta privo di qualcosa, e quel qualcosa, è l’empatia. Pagina dopo pagina il conoscitore quasi si sforza di andare avanti, è sempre tenuto a distanza e mai è coinvolto emotivamente dalle vicende. Forse per rendere più concreta la dimensione di Selin e della sua ricerca di parole, l’autrice, si concentra talmente tanto su queste e sulla loro ricercatezza perfetta, da tralasciare tutto il resto. Ed è un peccato perché il libro nella sua essenza non è affatto scontato o banale, anzi, è intelligente e arguto. Purtroppo però si fatica non poco ad ultimarne le vicissitudini.
Fortemente autobiografico e tratto da un manoscritto giovanile che viene ripreso dopo due decenni di sospensione, “L’idiota” fatica a convincere risultando farraginoso, incompleto, freddo.

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