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Catalogo della rete ReaNet - Biblioteche lungo l'Elsa e l'Arno

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I più letti

  1. 1

    L'amica geniale Elena Ferrante

  2. 2

    Le assaggiatrici Rosella Postorino

  3. 3

    Accabadora Michela Murgia

  4. 4

    Ipotesi di una sconfitta Giorgio Falco

  5. 5

    Storia del nuovo cognome Elena Ferrante

  6. 6

    Patria Fernando Aramburu

  7. 7

    Origin Dan Brown

  8. 8

    Oltre l'inverno Isabel Allende

  9. 9

    Storia di chi fugge e di chi resta Elena Ferrante

  10. 10

    L'ultimo arrivato Marco Balzano

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I più richiesti

  1. 1

    Il purgatorio dell'angelo Maurizio de Giovanni

  2. 2

    Suite 405 Sveva Casati Modignani

  3. 3

    Le assaggiatrici Rosella Postorino

  4. 4

    Sono sempre io Jojo Moyes

  5. 5

    A bocce ferme Marco Malvaldi

  6. 6

    Eleanor Oliphant sta benissimo Gail Honeyman : traduzione di Stefano Beretta

  7. 7

    La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker

  8. 8

    La ragazza che hai sposato Alafair Burke

  9. 9

    Grido di guerra romanzo di Wilbur Smith con David Churchill

  10. 10

    Fate il vostro gioco Antonio Manzini

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Il commissario Bordelli - Marco Vichi

Primo capitolo delle avventure del fortunato commissario Franco Bordelli, “Il commissario Bordelli” è ambientato nella mia Firenze ma del 1963. È estate e il caldo non concede tregua alcuna. Una ricca signora è deceduta inspiegabilmente nel letto apparentemente colpita da un attacco di asma, il ritrovamento avviene grazie alla segnalazione della dama di compagnia Maria che dopo aver provato ripetutamente a chiamarla non ricevendo risposta, si allarma. I principali sospettati sono i nipoti, due uomini e le rispettive consorti che però, al momento della dipartita si trovano nella residenza versiliana per una serata mondana. Il loro alibi sembra essere inoppugnabile così come la morte per cause naturali dell’anziana. Peccato che dopo un breve esame del medico legale, appaia chiaro e inequivocabile che in realtà essa sia stata assassinata. Affiancato dal giovane neoarrivato Piras, Bordelli darà inizio alle indagini e condurrà per mano il lettore sino all’epilogo solleticandolo con le sue idee e molteplici curiosità.
Se non avete mai letto alcun romanzo con questo protagonista e di questo scrittore probabilmente vi chiederete dove si è nascosto il giallo. O meglio, vi renderete conto che seppur il giallo nelle sue pagine ci sia, di fatto, in questo scritto come in tutti gli altri, molto spazio viene lasciato all’atmosfera e ai personaggi, spesso, collaterali e/o da cornice. Il cinquantatreenne Bordelli, militante nel corpo speciale San Marco della Marina Militare durante la Seconda Guerra Mondiale e fumatore accanito in perenne tentativo di togliersi il vizio, accompagna con la sua voce, e la sua figura, chi legge mostrandogli i retaggi di una epoca che non esiste più ma che a tratti si respira ancora. Colpisce per il suo senso della giustizia, per il suo desiderio di amore con la donna giusta, per il suo non giudicare e non discriminare il prossimo a causa di un passato difficile e/o di un passato fatto di illeciti penali. Tra l’altro, non dobbiamo dimenticare, che il protagonista trae ispirazione da un vero commissario Bordelli, vicino di casa di Vichi, e da alcune delle sue avventure dell’età giovanile.
Piacevole, rapido e riflessivo. Non eccede mai nella velocità della narrazione che anzi assume toni cadenzati e rilassanti che fanno della lentezza la loro colonna portante. Un uomo di altri tempi che conquista e fa innamorare.

L'idiota - Elif Batuman

Selin è una studentessa diciottenne di origini turche. È il 1995, è appena arrivata ad Harvard e per lei, come per tutti i suoi colleghi di studio, il mondo digitale è un qualcosa di sconosciuto. Le mail, anzi le e-mail con la e marcata, sono un qualcosa di completamente nuovo tanto che riceverne una preimpostata al suo arrivo in facoltà la destabilizza. Una prima novità, questa, a cui si sommano codici e rigidi schemi universitari a cui è chiamata a conformarsi. Il suo modo di approntarsi alla vita che le scorre accanto è quello dettato dall’osservazione mediante una lente di ingrandimento, una lente di ingrandimento totalmente improntata su quella che è la letteratura tanto che per cercare di tradurre tutti questi nuovi elementi che riscontra, si iscrive a cinque corsi tra loro diversi tra cui linguistica, filosofia del linguaggio, russo, “mondi costruiti” (dove le mail, anzi e-mail, verranno per utilizzate nel concreto). Viene però esclusa dalla possibilità di suonare il suo violino nell’orchestra del college, circostanza, questa, che la demoralizza, la disincanta. Il suo sogno, ancora, è scrivere e diventare una scrittrice.
Essendo una principiante con la lingua russa le viene consigliato di leggere un libro al presente e senza particolari coniugazioni verbali (in particolare il congiuntivo viene evitato come la peste) che narra di una donna chiamata Nina che parte per la Siberia alla ricerca di Ivan. I giorni scorrono e le coincidenze fanno sì che la stessa incontri il suo, di Ivan il quale è uno studente ungherese di matematica con cui la diciottenne costruisce il suo mondo di missive elettroniche e di inganni che la porteranno, infine, a partire per l’Ungheria ad insegnare inglese e ad illudersi di un amore falsamente dipinto.
Lo scritto ruota interamente attorno a quel tarlo dell’individuare la propria strada nella vita che attanaglia un po’ tutti nel percorso di crescita. A questo si sommano speranze, illusioni e una forza delle parole che non riesce nei suoi intenti fallendo inevitabilmente. Eppure, nonostante questo personaggio ben costruito e interessante, nonostante questa morale forte e solida e a questo linguaggio preciso, meticoloso, erudito, dettagliato, l’elaborato risulta privo di qualcosa, e quel qualcosa, è l’empatia. Pagina dopo pagina il conoscitore quasi si sforza di andare avanti, è sempre tenuto a distanza e mai è coinvolto emotivamente dalle vicende. Forse per rendere più concreta la dimensione di Selin e della sua ricerca di parole, l’autrice, si concentra talmente tanto su queste e sulla loro ricercatezza perfetta, da tralasciare tutto il resto. Ed è un peccato perché il libro nella sua essenza non è affatto scontato o banale, anzi, è intelligente e arguto. Purtroppo però si fatica non poco ad ultimarne le vicissitudini.
Fortemente autobiografico e tratto da un manoscritto giovanile che viene ripreso dopo due decenni di sospensione, “L’idiota” fatica a convincere risultando farraginoso, incompleto, freddo.

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